dicembre 19, 2009

L’Autoclave ci ha chiamato ad essere pronti, qualcosa vibra fuori da ogni controllo, unica pressione è nel suo interno ad aprirci alle infinite e molteplici soluzioni immaginarie.

La Patafisica è cosa serissima, come lo sono le nostre esigenze e soluzioni e non c’è più tempo per il divertimento, non c’è più hobby appagante, forse è rimasto qualche piacere fugace. Interminabile piacere sono per me  le pluriverità e le pluricertezze più dei pluridubbi e pluriperplessità, che nel nostro Autoclave,  in ogni elemento ancorato  ad essa e intorno ad essa, si iniziano ad agitare più forti di questi mosci e flosci venti milanesi, (ad intermittenza Nazionali e per fortuna mai Universali).

Abbiocchi e reticenze, affanni e inadempienze, hanno fatto si che da più di un ventennio gli artisti si accontentino del presente o meglio dell’essere “partecipi”, facendo del passato uno scrigno luccicante e sicuro, facendo dei sistemi attuali le uniche soluzioni possibili sia di inquadramento, che di adattabilità con o senza le proprie occorrenze. Tutto questo, lasciando a pochi il (non) da farsi.

Questa è la logica che vuole affliggere i nostri giorni e le nostre attività di produttori,  mai padri, eppure artefici di queste aperture che non trovano nessun riscontro né sul mercato né sulle più grandi masse.

Quanto è bassa la verde pressione lì fuori, e quanto ci inquinano la volontà intellettuale nel raggiungimento di quel luogo sicuro di cui ci parlano e che con una mano continuamente ci indirizzano lo sguardo. Ma noi, o per chi come noi, dalle capanne belle delle nostre case e studi pagati a caro prezzo, giochiamo la nostra partita, per noi il futuro ci attende, poiché nel futuro ritroveremo il nostro grande passato dove mai la testa si è chinata all’arresa,  di certo neppure alle incombenze come vomito della propria esistenza, ma quale preciso, inamovibile, perdurare delle necessità di rivedere sempre il proprio già fatto e già detto. (Poiché è proprio nel già detto e già fatto, in questo compimento che prende vita il “non ancora”….e che sia tutto nostro).

Siamo quindi pronti alle ricerche ed estrazioni più alte e precise con le curiosità che ci contraddistinguono, sul possibile,  e su ogni traccia dell’improbabile.

Non amo il centellinamento, io di solito sono per l’eccesso e poi per la sottrazione improvvisa. Credo che un fiume in piena non si placa con un colabrodo, ne dighe d’acciaio lo acquietano. Non possiamo far altro che spandere e riversare, non è questo d’altra parte il compito dell’artista più libero?

 

Che Faustroll ci guardi,

Giovanni RICCIARDI

Commendatore Squisito Ordine della Grande Giduglia
Correspondants Emphytéotes du Collège de ‘Pataphysique

 

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CENTRO STUDI PATADIAGNOSTICI MEDIOLANENSI

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ottobre 28, 2009

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settembre 27, 2009

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settembre 3, 2009

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Giovanni Ricciardi

luglio 25, 2009

patannullatore

patannullatore a percussione1

patannullatore a percussione

 

Esemplare di Patannullatore a Percussione
Per annulamenti dell’utile del necessario e dell’improbabile

Depositato nell’Archivio nell’ Autoclave di Estrazioni Patafisiche

http://www.autoclavediestrazionipatafisiche.it/

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Illuminatissimi Estrattori,

In partenza, la casualità non è contemplata nell’esistenza della patafisica né il contrario. Il fisico Einstein si rifiutò, in più di una dichiarazione di immaginare il caso nelle mani di Dio:”Dio non gioca a dadi”.  Ebbene, sembra che oggi sia proprio il “casoche tra infinite probabilità rivela un’unica possibilità, la sola madre e matrice della nostra origine , della nostra vita, della nostra identità e del nostro destino. In questo volgare 2009 ricorre d’altra parte il centenario dalla nascita di Darwin, con lui l’evoluzionismo si basa su una scienza quale iniziale metodologia di osservazione e diretto ragguaglio del caso in un divenire che scarta tutte le probabilità tranne una.  

Non bisognerebbe fare alcuno sforzo per scrivere il proprio divenire, scrivere il proprio, come evento, come dettato dalla vita stessa e da noi ascritto. Quello che conta per un artista così come lo è sempre stato, è quello di riferire i fatti come sono, e di certo, a se più consoni. Essendo abbastanza accertato il fatto che si possa sempre inventare, non dimentichiamo che questo è al massimo il lavoro dello storico, che non ha mai esitato a forzare la storia. Mi fanno un gran ridere gli storici quando pretendono obiettività, la loro non è altro che costruzione. Noi non siamo degli storici, al massimo aneliamo ad una certa storicità, eppure dobbiamo riconoscere che seppure ci prendiamo grande libertà sui fatti, ci rifiutiamo di essere paragonati ai grandi storici dove tutto è finzione! La nostra storia ancestrale d’altra parte  ci appartiene più di quanto quella delle loro sacrileghe scritture. Noi non costruiamo ma rileviamo, riveliamo e aneliamo.

Ma il ‘Patafisico dov’è? dove vive? Quante dimensioni soffia?

Il fatto che la patafisica sia ovunque, il patafisico stesso innestandosi ovunque, fa si che si possa parlare di una Ubuiquità accertata, diramata e estremamente radicata fino alle unghia dei piedi. (“La patafisica si annida tra le unghia dei piedi.” J.Cleombroto 135 e.p.) Seppure questo però lo faccia redimere da un certo tipo di ansia da pataprestazione,  egli non ne esce sempre vincitore e in accordo con il suo divenire; indenne dai rifiuti del mondo e dalle sue stesse astensioni, egli necessita di porre un contrappeso continuo che possa bilanciare il suo divenire, sempre limpido e fluido .

Tutto è Patafisico, io continuo ascrivendo il fatto che la patafisica è in tutto non essendo infatti visibile né percepibile se non ai patarivelatori coscienti. Il fatto stesso che su Milano si sia installata un’Autoclave per purissime estrazioni patafisiche, annovera che un certo grado di Ubuiquità debba essere necessariamente rilevato, estratto e rivelato. Noi non stiamo inventando nulla, nella sua già atempore funzione, il nostro Collegio degli estrattori deve abbandonare ogni cognizione di tempo e soprattutto di causa essendo la patafisica cosciente, assertrice non delle cause bensì degli effetti…dei possibili effetti come soluzioni immaginarie.

Abbandoniamo l’idea di poter forzare le cose al mondo.

Ho due braccia quindi purtroppo vi ABBRACCIO, se ne avessi tre

vi ABBBRACCCEREI tutti.

Faustrollicamente vostro,

Il reggente,
Giovanni Ricciardi 

 10 Tatane 136 E.P

                                     

                              timbro 
 

                     AUTOCLAVE DI ESTRAZIONI PATAFISICHE

                                        CENTRO STUDI PATADIAGNOSTICI MEDIOLANENSI

                                                     il Reggente

                                      CSOGG Giovanni RICCIARDI

                                              

                         www.autoclavediestrazionipatafisiche.it

orto bugiardo 2009

luglio 22, 2009

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luglio 16, 2009

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