Décollage de ‘Pataphysique de São Paulo
4 Gidouille, 135 E.P.
(vulg. 18 Giugno 2008)
The Big Bosse The Nage e il comitato elettore, scrutatore e non lettore…
con il potere a loro investito nominano all’unanimità
Giovanni Ricciardi
già Joao Cleombroto
all’ubiconorabile titolo di:
Tempestatanoso orifante delle conchiglie.
Ministro coordinatore del O.G.G.
(Ordine della Grande Giduglia)
per onore e per la gloria della grande giduglia e per la scienza
http://www.decollagedepataphysique.blogspot.com/
6 Gidouille 135 E.P.
Giugno 21, 2008
BREVE TRATTATO SULL’ACCUMULO DELLE PAROLE INUTILI E LORO SEDIMENTAZIONE NEL PADIGLIONE AURICOLARE.
Capitolo I
Sempre più sfortunatamente le parole inutili, a noi inutili, vengono ben poco prese in considerazione dalle onecchie degli uomini. E’ così che solo le parole nitide e ri-conosciute raggiungono le belle sfere celebrali destresinistre.
La forma astralocartilaginea delle onecchie, si divide in passaggi e sottopassaggi binari nella spiraliforme evoluzione delle inutili parole le quali atterrano sui soffici lobuli e ben accolte o almeno all’apparenza, “cortesemente”, vengono avvitate in un percorso che le piglia, le ripiglia, le sfianca in un lungo filtraggio e sedimentazione accurata attraverso l’incavatura dell’elice malvagia per finire nella conca auricolare serpentina fino al meato acustico e il suo zerbino ove le parole ormai in ginocchio si prostano al monte trago e spirano.
UDITE UDITE!
Udite ciò che volete udire! Ma solo perché la struttura lo permette e ben avvia al buco centrale, dove stanche di entrare le parole a noi inutili nelle onecchie degli uomini si ammassano, pesanti in quell’agglomerato che noi asportiamo come secreto delle onecchie sporche. E quanti segreti invece rimangono nelle nostre orecchie inascoltati ed asportati per mezzo di attrezzi accuratissimi e sempre gentili come i morbidi bastoncini di cotone fioccato, e solo in ultimo, poiché si sa non è cortese in ultimo, il dito mignolo.
In questa semi-serena e semi-meccanica pulizia le onecchie si liberano delle parole inutili e rifiutano ciò che diretto all’intelletto non arriva. Si da atto che l’inutile s’addensa poco prima del buco auricolare dell’onecchio, già sotto il nome di CERUME così da esso si distacca.
Più fortuna bensì alle parole inutili, a noi utili, e sempre sconosciute!! le quali entrano dirette al buco delle onecchie e si gonfiano lì appena dentro di grande verità, alla nostra saggia incomprensione!! HAHA!
(segue seconda parte su: Metodologie e servomeccanismi di acquisizione delle parole inutili)
Giovanni Ricciardi (jà joao Cleombroto)
6 Gidouille 135 E.P.
@
4 Gidoulle 135 E.P
Giugno 18, 2008
ISTITUTO MILANESE DI ALTI STUDI PATAFISICI
E si che ci fece a sua immagine e somiglianza la grande ubumadre
perché di cauto al mondo ce n’è ben poco.
Levate le ancore,
ora è solo il vento a saper ove portare..
e via i bastimenti troppo pesanti per non affondare
poichè il mare non è mica così rassicurante come l’albume,
a rallentare il tempo,
e nemmeno è una culla,
il mare nei GRANDI VIAGGI è soprattutto piena tempesta e onde a nascondere gli orizzonti.
Ma si sa…potendo scegliere
noi preferiremmo le nuvole,
molto più sincere, leggerissime e cariche quanto basta,
o di pioggia
o arcobaleni
o FULMINI!
SI PRECIPITI CHI PUO’!!!!!!!!!
Patafisicissimi salmoni giallo-rosei
Generabile Procuratore Aggiunto
Giovanni Ricciardi (jà Joao Cleombroto)
4 Gidoulle 135 E.P
@
elle à chaud au cou cou!
Giugno 16, 2008
31 primavere
Giugno 14, 2008
grazie mario!!
Giugno 11, 2008
Esposizioni
Giugno 11, 2008
Solo shows – Personali
2009 “Tutto nel Nuovo/Tutto di Nuovo 1995-2008” Castel Dell’Ovo, Napoli
2008 “Stanze” Galleria Francavilla, Bassano del Grappa Vicenza
2007 “Bit_The islands ” La Balle au Bond. Paris
2005: “Mea Culpa ” Abnormal Gallery. Milano
2003: “Pause&Pause” Museo Archeologico di Villa Arbusto. Ischia (Na)
2003: “Sotto Tiro”Performance contro la guerra,Sala Rossa,Santa Chiara,Napoli
2003: ”L’inganno dei Sensi” Galleria Ma – Movimento Aperto, Napoli
2002: ”Steady Link project” II atto, performance Convitto Nazionale, Napoli
2002: ”Steady link project” I atto, performance. Università Irachena. Baghdad
Group shows – Collettive
2008 “The bride to peace” Piramid art Center, Istanbul, Turkey
2008 “INFRAleve, Galleria Moto , Santiago del Chile
2007: “EEA21 “, Museum of modern art di Saitama Tokyo
2007: “I raduno patafisico partenopeo”, Fiume di Pietra, Napoli
2005: “Collettiva, generazioni a confronto” Galleria Poliart, Milano
2005: “Esposito, Gurnari, Ricciardi, Siva, ” Galleria Antonio Battaglia, Milano
2003: “In-Quadrato” collettiva, Galleria Ma – Movimento Aperto – Napoli
2002: “Dies Natalis” Collettiva, Palazzo Comunale di Massa Martana (Pg)
2002: “No alla mafia” interventi artistici. Università Federico II. Napoli
2000: ”Mediterraneo o l’oblio dell’essere” Museo storico-archeologico. Ponza
2000: “Le soleil dans la téte” , Museo Nazionale di Pietrarsa. Napoli
1999: “Segni colori contro la mafia, collettiva, Palazzo delle Esposizioni. Roma
1999: “Città&Città, Gruppo 80055, Villa Comunale Savonarola. Portici (Na)
1998: “Leggende e storia nella nascita di una città” Fondazione Stelline. Milano
1997: “In Museo” collettiva. Museo Nazionale di Capodimonte. Napoli
1997: “Alta Bassa Marea”, Palazzo della cultura Victor Hugo. Avellino
1997: “Fiume di pietra”, Parco Nazionale del Vesuvio. Ercolano (Na)
1995: “Le Belle Arti al Museo”, Museo Archeologico. Napoli
1995: “Non Fermare i colori della montagna”. Rivisondoli (AQ)
1995: “Segni del terzo millennio”, Galleria La nove. Napoli
at work on Epitaph
Giugno 3, 2008
Epitaph oil on canvas 170×150cm Milano 2007
appunti sparsi, Milano2005
“Mi trovo con questi ultimi lavori ad attuare una sottrazione, una sottrazione della conoscenza.
La conoscenza è un pieno, le persone parlano, urlano, addizionano se stessi alla realtà, addizionano la realtà di se stessi.
In questi lavori io sottraggo alla vista la conoscenza di un’immagine stereotipo precostituito e addiziono un vuoto, una mancanza come l’incoscienza, di ciò che non è palpabile di ciò che non è visibile di ciò che non è più riconoscibile, questo mi porta in uno spazio nuovo.
Io sperimento il vuoto sperimento la mancanza, la mancanza e il vuoto come oblio e come dimenticanza, il vuoto come pausa, come tentativo di sopraffare la conoscenza da tutto ciò che abbiamo già nella mente, nella memoria, come stereotipo e archetipo sempre proiettato sulle cose. Io vorrei scardinare, attraversare, svuotare, cancellare, non decontestualizzare come le avanguardie del 900 ben hanno fatto liberandoci già dalla schiavitù dei pensieri precostituiti, no, mi interessa rimuovere il rapporto tra la funzione visiva di quello che abbiamo di fronte e le funzioni che detta la nostra memoria a priori, tra la nostra memoria e quello che vediamo. Io vorrei decontestualizzare il meccanismo di proiezione della memoria sulle cose riportandola altrove, in un incanto sconosciuto, in un tempo sospeso.
Il vuoto non è qualcosa che ha inizio e fine in se stesso, non è un corpo, il vuoto non è un nulla separato dal resto. Il vuoto non esiste fisicamente se non nella nostra mente in forma di pura incoscienza, in forma di pausa. Allora mi tuffo nel vuoto, mi tuffo nella dimenticanza dell’archetipo sottraggo alla visione all’elemento scontato che la memoria oramai satura di immagini continuamente ci falsa l’emozione, ci falsa e ci distrugge, ci annienta e ci schiaccia, ci opprime e ci comprime. Io voglio sottrarre addizionando il vuoto della dimenticanza. Cosa meravigliosa sarebbe trovare la possibilità di cancellare qualcosa nella mente degli altri dopo aver esposto i miei quadri, sarebbe meraviglioso dare qualcosa in meno e non in più. Io vorrei che attraverso i miei quadri riuscissi a cancellare dalla mente degli uomini qualcosa. Liberarli almeno per un attimo.
E’ necessario oggi cancellare, non è necessario addizionare, siamo troppo pieni di immagini siamo troppo pieni di stereotipi, di coscienza come conoscenza. Dobbiamo sottrarre, dobbiamo riscoprire il vuoto come dimenticanza. Cercherò il vuoto che rifarà luce sulla realtà in modo inatteso. Vorrei decostruire la conoscenza, è questo ciò che vorrei, decostruire, scoprire il vuoto come liberazione. Noi non pensiamo che a forme piene non pensiamo che a cose, io voglio pensare al vuoto che abbiamo, allo spazio che più somiglia a ciò di cui abbiamo bisogno veramente. voglio riuscire ad eliminare l’ingombro dei miei pensieri. E’ una ricerca che mi prende molto sin dal 95, da quando già mi interessava il positivo e il negativo delle cose. Percepivo il fascino del rapporto che c’è tra un pieno e un vuoto. Voglio cancellare, voglio sottrarre per riscoprire la realtà così com’è. Cercherò di sottrarre alla forma non il significato ma la forma stessa. E’ questo il mio intento. Il significato non mi interessa, l’addizione dell’essere umano non mi interessa. Mi interessa dimenticare l’idea e trovarmi nel vuoto come sottrazione per ritrovarmi in uno spazio vero e perfetto.Dimenticare le mie conoscenze, dimenticare perfino di dimenticare, attraversare il vuoto…sfiorando il nulla del pensiero per ritrovarmi nella realtà.. Attraverso il vuoto della dimenticanza si può raggiungere l’essenza delle cose. Per poter attuare questo la pittura si fa mezzo d’eccezione scientifica e di pratica attraverso la quale si palesa la vita nella sua verità.”
g.r.








