Giugno 30, 2008

 

Décollage de ‘Pataphysique de São Paulo

 

4 Gidouille, 135 E.P.

(vulg. 18 Giugno 2008)

 

The Big Bosse The Nage e il comitato elettore, scrutatore e non lettore…

con il potere a loro investito nominano all’unanimità 

 

 

Giovanni Ricciardi 

già Joao Cleombroto

 

 all’ubiconorabile titolo di:

 

 

Tempestatanoso orifante delle conchiglie.

Ministro coordinatore del O.G.G.

(Ordine della Grande Giduglia)

 

per onore e per la gloria della grande giduglia e per la scienza

  

 

http://www.decollagedepataphysique.blogspot.com/

 

 

 

 

6 Gidouille 135 E.P.

Giugno 21, 2008

BREVE TRATTATO SULL’ACCUMULO DELLE PAROLE INUTILI E LORO SEDIMENTAZIONE NEL PADIGLIONE AURICOLARE.

Capitolo I

 

 

 

 

 

Sempre più sfortunatamente le parole inutili, a noi inutili, vengono ben poco prese in considerazione dalle onecchie degli uomini. E’ così che solo le parole nitide e ri-conosciute raggiungono le belle sfere celebrali destresinistre.

La forma astralocartilaginea delle onecchie, si divide in passaggi e sottopassaggi binari nella spiraliforme evoluzione delle inutili parole le quali atterrano sui soffici lobuli e ben accolte o almeno all’apparenza, “cortesemente”, vengono avvitate in un percorso che le piglia, le ripiglia, le sfianca in un lungo filtraggio e sedimentazione accurata attraverso l’incavatura dell’elice malvagia per finire nella conca auricolare serpentina fino al meato acustico  e il suo zerbino ove le parole ormai in ginocchio si prostano al monte trago e spirano.

 

 

 

 

UDITE UDITE!

 

Udite ciò che volete udire! Ma solo perché la struttura lo permette e ben avvia al buco centrale, dove stanche di entrare le parole a noi inutili nelle onecchie degli uomini si ammassano, pesanti in quell’agglomerato che noi asportiamo come secreto delle onecchie sporche. E quanti segreti invece rimangono nelle nostre orecchie inascoltati ed asportati per mezzo di attrezzi accuratissimi e sempre gentili come i morbidi bastoncini di cotone fioccato, e solo in ultimo, poiché si sa non è cortese in ultimo, il dito mignolo.

 

 

 

 

In questa semi-serena e semi-meccanica pulizia le onecchie si liberano delle parole inutili e rifiutano ciò che diretto all’intelletto non arriva. Si da atto che l’inutile s’addensa poco prima del buco auricolare dell’onecchio, già sotto il nome di CERUME così da esso si distacca.

 

Più fortuna bensì alle parole inutili, a noi utili, e sempre sconosciute!! le quali entrano dirette al buco delle onecchie e si gonfiano lì appena dentro di grande verità, alla nostra saggia incomprensione!! HAHA!

 

 

 

 

 

 

 (segue seconda parte su: Metodologie e servomeccanismi di acquisizione delle parole inutili)

 

 

 

 

Giovanni Ricciardi (jà joao Cleombroto)

 

6 Gidouille 135 E.P.

             @

 

 

 

 

 

4 Gidoulle 135 E.P

Giugno 18, 2008

 

 

 

ISTITUTO MILANESE DI ALTI STUDI PATAFISICI

 

E si che ci fece a sua immagine e somiglianza la grande ubumadre

perché di cauto al mondo ce n’è ben poco.

 

Levate le ancore,

ora è solo il vento a saper ove portare..

                  

           e via i bastimenti troppo pesanti per non affondare

 

 

poichè il mare non è mica così rassicurante come l’albume,

                              a rallentare il tempo,

e nemmeno è una culla,

        

il mare nei GRANDI VIAGGI è soprattutto piena tempesta e onde a nascondere gli orizzonti.

 

Ma si sa…potendo scegliere

noi preferiremmo le nuvole,

  molto più sincere, leggerissime e cariche quanto basta,

 o di pioggia

   

      o arcobaleni

         

               o FULMINI!

 

SI PRECIPITI CHI PUO’!!!!!!!!!

 

Patafisicissimi salmoni giallo-rosei

 

 

Generabile Procuratore Aggiunto 

Giovanni Ricciardi (jà Joao Cleombroto)

 

 

4 Gidoulle 135 E.P  

        @

 

 

 

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elle à chaud au cou cou!

Giugno 16, 2008

for INFRAleve Santiago del Chile

31 primavere

Giugno 14, 2008

Io – olio su tela 170×150cm Milano 2005

grazie mario!!

Giugno 11, 2008

 

 

Esposizioni

Giugno 11, 2008

 

        Solo shows – Personali

2009  “Tutto nel Nuovo/Tutto di Nuovo 1995-2008” Castel Dell’Ovo, Napoli

2008  “Stanze” Galleria Francavilla, Bassano del Grappa Vicenza

2007  “Bit_The islands ” La Balle au Bond. Paris  

2005: “Mea Culpa ” Abnormal Gallery. Milano

2003: “Pause&Pause” Museo Archeologico di Villa Arbusto. Ischia (Na)

2003: “Sotto Tiro”Performance contro la guerra,Sala Rossa,Santa Chiara,Napoli

2003: ”L’inganno dei Sensi” Galleria Ma – Movimento Aperto, Napoli

2002: ”Steady Link project” II atto, performance Convitto Nazionale, Napoli

2002: ”Steady link project” I atto, performance. Università Irachena. Baghdad

 

             Group shows – Collettive

2008  “The bride to peace” Piramid art Center, Istanbul, Turkey

2008  “INFRAleve,  Galleria Moto , Santiago del Chile

2007: “EEA21 “, Museum of modern art di Saitama Tokyo

2007: “I raduno patafisico partenopeo”, Fiume di Pietra, Napoli

2005: “Collettiva, generazioni a confronto” Galleria Poliart, Milano

2005: “Esposito, Gurnari, Ricciardi, Siva, ” Galleria Antonio Battaglia, Milano

2003: “In-Quadrato” collettiva, Galleria Ma – Movimento Aperto – Napoli

2002: “Dies Natalis” Collettiva, Palazzo Comunale di Massa Martana (Pg)

2002: “No alla mafia” interventi artistici. Università Federico II. Napoli

2000: ”Mediterraneo o l’oblio dell’essere” Museo storico-archeologico. Ponza

2000: “Le soleil dans la téte” , Museo Nazionale di Pietrarsa. Napoli

1999:  “Segni colori contro la mafia, collettiva, Palazzo delle Esposizioni. Roma

1999:  “Città&Città, Gruppo 80055, Villa Comunale Savonarola. Portici (Na)

1998: “Leggende e storia nella nascita di una città” Fondazione Stelline. Milano

1997: “In Museo” collettiva. Museo Nazionale di Capodimonte. Napoli

1997: “Alta Bassa Marea”, Palazzo della cultura Victor Hugo. Avellino

1997: “Fiume di pietra”, Parco Nazionale del Vesuvio. Ercolano (Na)

1995: “Le Belle Arti al Museo”, Museo Archeologico. Napoli

1995: “Non Fermare i colori della montagna”. Rivisondoli (AQ)

1995: “Segni del terzo millennio”, Galleria La nove. Napoli

 

at work on Epitaph

Giugno 3, 2008

  

Epitaph  oil on canvas 170×150cm  Milano 2007

 

appunti sparsi, Milano2005

“Mi trovo con questi ultimi lavori ad attuare una sottrazione, una sottrazione della conoscenza.

La conoscenza è un pieno, le persone parlano, urlano, addizionano se stessi alla realtà, addizionano la realtà di se stessi.

In questi lavori io sottraggo alla vista la conoscenza di un’immagine stereotipo precostituito e addiziono un vuoto, una mancanza come l’incoscienza, di ciò che non è palpabile di ciò che non è visibile di ciò che non è più riconoscibile, questo mi porta in uno spazio nuovo.

Io sperimento il vuoto sperimento la mancanza, la mancanza e il vuoto come oblio e come dimenticanza, il vuoto come pausa,  come tentativo di sopraffare la conoscenza da tutto ciò che abbiamo già nella mente, nella memoria, come stereotipo e archetipo sempre proiettato sulle cose. Io vorrei scardinare, attraversare, svuotare, cancellare, non decontestualizzare come le avanguardie del 900 ben hanno fatto liberandoci già dalla schiavitù dei pensieri precostituiti, no, mi interessa rimuovere il rapporto tra la funzione visiva di quello che abbiamo di fronte e le funzioni che detta la nostra memoria a priori, tra la nostra memoria e quello che vediamo. Io vorrei decontestualizzare il meccanismo di proiezione della memoria sulle cose riportandola altrove, in un incanto sconosciuto, in un tempo sospeso.

Il vuoto non è qualcosa che ha inizio e fine in se stesso, non è un corpo, il vuoto non è un nulla separato dal resto. Il vuoto non esiste fisicamente se non nella nostra mente in forma di pura incoscienza, in forma di pausa. Allora mi tuffo nel vuoto, mi tuffo nella dimenticanza dell’archetipo sottraggo alla visione all’elemento scontato che la memoria oramai satura di immagini continuamente ci falsa l’emozione, ci falsa e ci distrugge, ci annienta e ci schiaccia, ci opprime e ci comprime. Io voglio sottrarre addizionando il vuoto della dimenticanza. Cosa meravigliosa sarebbe trovare la possibilità di cancellare qualcosa nella mente degli altri dopo aver esposto i miei quadri, sarebbe meraviglioso dare qualcosa in meno e non in più. Io vorrei che attraverso i miei quadri riuscissi a cancellare dalla mente degli uomini qualcosa. Liberarli almeno per un attimo.

E’ necessario oggi cancellare, non è necessario addizionare, siamo troppo pieni di immagini siamo troppo pieni di stereotipi, di coscienza come conoscenza. Dobbiamo sottrarre, dobbiamo riscoprire il vuoto come dimenticanza. Cercherò il vuoto che rifarà luce sulla realtà in modo inatteso. Vorrei decostruire la conoscenza, è questo ciò che vorrei, decostruire, scoprire il vuoto come liberazione. Noi non pensiamo che a forme piene non pensiamo che a cose, io voglio pensare al vuoto che abbiamo, allo spazio che più somiglia a ciò di cui abbiamo bisogno veramente. voglio riuscire ad eliminare l’ingombro dei miei pensieri. E’ una ricerca che mi prende molto sin dal 95, da quando già mi interessava il positivo e il negativo delle cose. Percepivo il fascino del rapporto che c’è tra un pieno e un vuoto. Voglio cancellare, voglio sottrarre per riscoprire la realtà così com’è. Cercherò di sottrarre alla forma non il significato ma la forma stessa. E’ questo il mio intento. Il significato non mi interessa, l’addizione dell’essere umano non mi interessa. Mi interessa dimenticare l’idea e trovarmi nel vuoto come sottrazione per ritrovarmi in uno spazio vero e perfetto.Dimenticare le mie conoscenze, dimenticare perfino di dimenticare, attraversare il vuoto…sfiorando il nulla del pensiero per ritrovarmi nella realtà.. Attraverso il vuoto della dimenticanza si può raggiungere l’essenza delle cose. Per poter attuare questo la pittura si fa mezzo d’eccezione scientifica e di pratica attraverso la quale si palesa la vita nella sua verità.”

  

g.r.