Il gioco di Piero – di Gianni Perillo
Maggio 16, 2009
Ein Hungerkünstler~Un digiunatore
Aprile 12, 2008
le palle di graziano cecchini
Gennaio 19, 2008
La speculazione mediatica, politica ed economica copre e distrugge ogni tipo di messaggio proveniente da chi, con insistenza pone “risposte oneste” e mette in atto “l’incanto”, anziché “quesiti sobillatori”. Non importa se già fatto, già visto, già sentito, non dovremmo dipingere più in quel caso un solo paesaggio. E’ il contesto che riattualizza l’estetica ..sempre. L’arte non è un gioco a chi arriva per prima, questa è solo l’illusione di chi l’arte la studia in un tempo cronologico e non capisco la posizione di Achille Bonito Oliva a riguardo. Cecchini mette in atto una sincerità istantanea che agisce, invade e sgomenta così come l’arte sempre procede in quell’attimo immobile, quando si svuota del tempo l’attesa e rimane un’impronta come monumento della memoria. In questa contemporaneità artificialmente edulcorata non c’è più spazio per la sincerità intellettuale, resta una grande necessità: fermare il tempo, recuperare l’incanto.
La performance non ha invaso lo spazio fisico, ma solo quello mentale, in quanto l’arte non esiste che per la nostra mente. La performances di Piazza di Spagna non c’è MAI STATA!! è nella nostra mente che sono ac-cadute le 500.000 sfere colorate.
gr
C’è uno strano silenzio in questo viale stasera… ritrovo tutta Portici stranamente silenziosa. Le luci natalizie sulle ringhiere, gli alberi addobbati dietro le finestre si danno il cambio in un unico ballo luminoso, frenetico e senza sosta..sembrano essere ludicamente d’accordo. Che pace…o forse sono i miei occhi e le mie orecchie ad essere quiete in questa serenità che mi sono imposto. Almeno per ora. A volte ho la sensazione che ognuno di noi sia maledettamente chiuso nella propria vita…ma quasi sempre, quando l’amore è assente.









